Terapia di Gruppo2022-11-09T10:03:05+01:00
Terapia di gruppo

La terapia di gruppo

La psicoterapia di gruppo è una forma di intervento terapeutico molto potente ed efficace, usato in diversi contesti e con molteplici finalità. Molti degli approcci terapeutici attuali nascono proprio da esperienze terapeutiche in gruppo come ad esempio l’Analisi Transazionale che è il mio orientamento di riferimento.

GRUPPI OMOGENEI O ETEROGENEI

I gruppi di terapia possono essere omogenei o eterogenei. Questo significa che si può scegliere di impostare un gruppo in modo omogeneo a livello di problematica psicologica. Degli esempi sono i gruppi per le dipendenze, i gruppi basati su una diagnosi specifica o su una patologia fisica come per i pazienti oncologici. Oppure si può scegliere di creare un gruppo eterogeneo dove cioè i membri possono condividere alcune caratteristiche, ma tendenzialmente le problematiche psicologiche, il genere e l’età variano abbondantemente. Questa seconda tipologia è la più frequente all’interno degli studi privati, ed è quella che seguo solitamente.

Alla base dei gruppi di terapia, in particolare dei gruppi eterogenei, c’è l’idea che tanto più un gruppo è diversificato e vario tanto più può essere rappresentativo delle relazioni nel mondo esterno. Si usa infatti il concetto di microcosmo sociale per descrivere il fatto che ogni membro del gruppo interagisce con gli altri membri ricreando il proprio universo relazionale. Questo significa che la persona tende a riproporre alcuni schemi relazionali tipici e in alcuni casi disfunzionali anche all’interno del gruppo. Questo non è un problema, anzi è naturale che accada e diventa una fonte di cambiamento. A differenza del mondo reale, in terapia questi schemi possono essere affrontati e trasformati.

gruppo eterogeneo

DARE E RICEVERE FEEDBACK

Questo ci porta ad affrontare i tratti caratteristici della terapia di gruppo la cui regola fondamentale è l’essere disposti a dare e ricevere feedback. Questa è la ricchezza più grande della terapia di gruppo.

A differenza della terapia individuale l’interlocutore non è solo il terapeuta, il quale rimane comunque sempre il conduttore del gruppo e ne salvaguarda il valore terapeutico. Gli interlocutori diventano tutti i membri del gruppo che sono sia soggetti dalla loro terapia personale che strumenti della terapia degli altri membri.

Ogni persona che entra nel gruppo di terapia arriva con un proprio obiettivo di cambiamento, quello che in Analisi Transazionale viene definito il contratto di terapia. Questo obiettivo viene condiviso con gli altri partecipanti che poi faranno lo stesso, in modo che tutti ne siano a conoscenza e possano quindi muoversi in quella direzione.

Un elemento qui importante da sottolineare è che le persone a cui propongo di entrare in un gruppo di terapia hanno già affrontato una prima parte di psicoterapia individuale con me. Entrano quindi nel gruppo avendo già un’idea chiara della direzione da percorrere e delle problematiche sottostanti su cui diventa centrale lavorare all’interno gruppo. Hanno inoltre un elemento costante, il terapeuta, che può aiutare nella percezione di sicurezza soprattutto nelle prime fasi del gruppo.

Feedback nel gruppo

GRUPPO APERTO

Gruppo aperto in psicoterapia

Un’altra caratteristica importante dei gruppi che personalmente seguo è che si tratta di gruppi aperti. Questo significa che ogni nuovo partecipante entra in un gruppo già formato in cui le persone sono subentrate man mano.

Ogni partecipante porterà avanti il proprio percorso terapeutico all’interno del gruppo e quando concluderà la propria terapia uscirà dal gruppo. Il gruppo di terapia continuerà comunque ad esistere e sarà così possibile inserire un nuovo membro.

REGOLE DEL GRUPPO

Come ogni gruppo anche la terapia di gruppo ha delle regole che ne determinano la natura e ne sorreggono l’esistenza.

Come detto precedentemente, la regola fondante del gruppo che ne determina il valore terapeutico è l’essere disposti a fornire e ricevere feedback rispetto agli altri partecipanti. Oltre a questa regola ne è presente un’altra centrale per la percezione di sicurezza e protezione necessaria per potersi esporre all’interno del gruppo: il rispetto della privacy.

Questo significa che non solo il terapeuta è tenuto a garantire la riservatezza rispetto a ciò che viene detto, ma anche tutti i partecipanti. Non possono quindi essere divulgati in alcun modo elementi personali delle altre persone all’esterno del gruppo.

Questa regola crea un ambiente protettivo e sicuro in cui è possibile condividere aspetti intimi e personali.

riservatezza nel gruppo

COME FUNZIONA LA TERAPIA DI GRUPPO

La terapia di gruppo è stata molto studiata e osservata per cui esistono numerose ricerche che indagano e cercano di determinarne l’utilità, l’efficacia e soprattutto quali sono i fattori terapeutici della terapia di gruppo. In particolare Irvin Yalom, psichiatra americano e uno dei principali studiosi di terapia di gruppo, elenca ben 12 fattori terapeutici. Tra l’altro se siete interessati Yalom ha anche scritto di terapia di gruppo in un bel romanzo di narrativa intitolato “La cura Schopenhauer”. Ad ogni modo i fattori che rendono terapeutico un gruppo di terapia sono questi:

  • Infusione di speranza

  • Universalità

  • Informazione

  • Altruismo

  • Rivalutazione correttiva dell’esperienza all’interno del gruppo familiare

  • Tecniche di socializzazione

  • Comportamento imitativo

  • Apprendimento interpersonale

  • Coesione di gruppo

  • Catarsi

  • Fattori esistenziali

Chiaramente per spiegare e affrontare nel dettaglio ognuno di essi ci vorrebbe molto spazio, qui credo che sia più importante soprattutto sottolineare la visione relazionale della terapia di gruppo e il conseguente valore trasformativo.

Influenza reciproca terapeutica

La terapia di gruppo è un’esperienza potente perché permette un confronto autentico e rispettoso che al di fuori del contesto terapeutico è raro nel mondo esterno. Ciò può avvenire perché, oltre alla condivisione, la terapia permette di lavorare in un ottica di rivalutazione, analisi e trasformazione dei propri schemi relazionali disfunzionali che nel gruppo con immediatezza emergono nella relazione tra i partecipanti.

LE PAURE PIU’ COMUNI

Nonostante siano molte le prove dell’efficacia della terapia di gruppo e della parità a livello di risultati rispetto alla terapia individuale, permangono spesso paure, pregiudizi e idee irrazionali sul gruppo.

Spesso lo si considera una terapia di serie B oppure un ripiego per questioni economiche essendo leggermente meno costosa rispetto alla terapia individuale.

La realtà e la pratica dicono invece altro ed è quindi importante sfatare alcuni falsi miti rispetto alla terapia di gruppo ed affrontare alcuni preconcetti o angosce prima di entrare in un gruppo di terapia.

Ci può essere ad esempio l’idea che non si possa ricevere aiuto dagli altri partecipanti perché anch’essi sono lì in quanto pazienti. Non c’è nulla di più lontano del vero visto che è proprio attraverso le interazioni nel contesto terapeutico che si aprono nuove prospettive e letture della propria realtà. Inizialmente può essere difficile da accettare, ma spesso è proprio il contenuto offerto dagli altri partecipanti e le dinamiche che si innescano con loro ad essere più utile nel percorso di crescita personale.

Oppure nel versante opposto si può avere l’idea che sarà troppo difficile esporsi e si proverà vergogna nel rivelare aspetti di sé poco piacevoli. Tutto questo poggia le basi su una bassa fiducia o negli altri o in se stessi, ma la forza del gruppo è proprio quella di affrontare queste barriere. Diventa così una preziosa opportunità per apprendere nuove modalità.

Inoltre a tutela personale vi sono delle norme del gruppo che proteggono il contesto terapeutico, come la riservatezza vista precedentemente.

Un pregiudizio ricorrente è il fatto di avere meno attenzioni e tempo per sé stessi. Da un lato questo è vero perché non si avrà a disposizione un’ora per parlare di sé in tutte le sedute, ma dall’altro lato in realtà si sta lavorando su di sé in ogni interazione con gli altri che si auspica siano numerose e libere. Anche nell’ascolto delle altrui esperienze si sta elaborando una parte di sé, vengono infatti attivati sentimenti e prese di coscienza importanti, è un ascolto attivo e partecipato. In ogni caso la dimensione del gruppo e la durata degli incontri è pensata per dare comunque il giusto spazio a tutti.

Queste sono solo alcune delle idee che ho sentito nella fase di preparazione al gruppo e che vanno quindi affrontate prima di entrare a farne parte. In ogni caso sarà poi l’esperienza diretta a confutare molte di queste idee.

Pregiudizio di gruppo

DOMANDE FREQUENTI SULLA TERAPIA DI GRUPPO

E’ più efficace la terapia individuale o quella di gruppo?2022-11-04T15:34:51+01:00

Non ci sono evidenze che determinino quale terapia sia più efficace. Gli obiettivi della terapia di gruppo rimangono gli stessi che si possono perseguire all’interno di una terapia individuale. Vi sono però delle importanti differenze nel modo in cui si cercano di raggiungere, in gruppo e attraverso il gruppo. Questo significa che diventa centrale non solo la relazione con il terapeuta che mantiene comunque la sua centralità, ma anche la relazione con gli altri partecipanti. I membri del gruppo si offrono così sostegno, supporto, feedback, rimandi importanti sulle loro percezioni reciproche, esempi e modelli, strategie e risorse.

Qual è il costo della terapia di gruppo?2022-11-04T15:34:42+01:00

La terapia di gruppo ha un costo relativamente inferiore rispetto alla terapia individuale in virtù della presenza di più persone e della minore flessibilità di orario. La tariffa che applico alla terapia di gruppo è di 45 euro a seduta.

Qual è la composizione del gruppo e la durata degli incontri?2022-11-04T15:34:24+01:00

I gruppi che seguo solitamente hanno una composizione che da un minimo di 5 arrivano ad un massimo di 7 persone. La durata degli incontri è di 2 ore a frequenza settimanale. Il giorno della settimana e l’orario delle sedute di gruppo una volta definiti vengono mantenuti per permettere ai partecipanti di avere la sicurezza di uno spazio fisso e regolare e per organizzare la propria agenda per essere presenti. Il gruppo solitamente si sospende per le pause festive, quindi nei mesi estivi e nel periodo natalizio.

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