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I PROCESSI PSICOLOGICI DELLA DEPRESSIONE

Iniziamo con una definizione che può aiutarci a fare chiarezza su ciò che viene comunemente definito come depressione: “La depressione non è semplicemente una forma di tristezza. È un disturbo che colpisce simultaneamente il cervello e il corpo, includendo il pensiero, il comportamento, il sistema immunitario e il sistema nervoso periferico. A differenza di un umore triste passeggero, la depressione è considerata un vero e proprio disturbo, dal momento che interferisce con l’ordinario funzionamento dell’individuo sul lavoro, a scuola e nelle relazioni interpersonali. A differenza di un normale dolore, che va e viene, essa è costante e oppressiva. La depressione si differenzia anche da un comune lutto, nel quale la persona ha dei vissuti del mondo esterno come vuoto e cattivo; mentre gli individui clinicamente depressi collocano senso di vuoto o di cattiveria in loro stessi.” (PDM Task Force, 2006, pp. 114-115, trad. it. 2008) Questa è una definizione generale su cosa è e su cosa non è la depressione, vediamo ora più in dettaglio quali sono i processi alla base della depressione e che spesso contribuiscono a rinforzarla e mantenerla. Una precisazione importante da fare prima di proseguire nella lettura dell’articolo è che queste considerazioni hanno carattere generale e quindi non sono applicabili a tutte le persone che soffrono di depressione allo stesso modo. Ogni persona è unica e particolare, per cui queste considerazioni andrebbero applicate al caso singolo con grande sensibilità e con flessibilità...

Di |2019-04-20T14:15:15+02:00Gennaio 5th, 2019|Disturbi Psicologici|0 Commenti

10 PASSI PER LA GESTIONE DEI CONFLITTI

Il conflitto è parte integrante di ogni relazione. Se infatti ci pensiamo, è facile riconoscere come in ogni relazione della nostra vita ci siano stati degli scontri. Ancor più interessante, è ricordare che più le relazioni sono importanti ed intime e più è frequente l’insorgere della conflittualità. Questo dato, da solo, ci dice quanto sia importante gestire bene i conflitti se vogliamo essere soddisfatti delle nostre relazioni. Comunemente, il conflitto viene visto in modo negativo e spiacevole. Il pensiero comune ci dice che il conflitto va eliminato il prima possibile, per poter tornare a godere serenamente delle nostre relazioni. Questo articolo ha l’obiettivo di dare un’altra lettura del conflitto: Il conflitto non come un problema da risolvere, ma come una forma di interazione da utilizzare per far crescere la relazione...

FRIDA KAHLO E L’ARTE DI TRASFORMARE IL DOLORE IN COLORE

Frida Kahlo scrive VIVA LA VIDA otto giorni prima di morire, nel 1954, mentre sta terminando il suo ultimo quadro. Ha 47 anni ed è gravemente malata. Dipinge questo suo ultimo saluto su un anguria rosso sangue. Lascia così la vita una persona che non ha mai perso la speranza, nonostante la straordinarietà delle sue sofferenze. Viva la vida è la gioia di vivere, è la riconoscenza per ciò che si è realizzato, è la forza interiore di una donna che non si è mai arresa. Viva la vida è però anche un grido di dolore, la consapevolezza di ciò che si sta lasciando. La storia della vita di Frida Kahlo è costellata di sofferenze, ma soprattutto è la storia di una persona capace di trasformare il dolore in arte, le difficoltà in gioia di vivere...

Di |2019-04-21T19:31:03+02:00Dicembre 15th, 2017|Psicologia e Arte|0 Commenti

QUANDO IL PERFEZIONISMO DIVENTA PATOLOGICO?

Il perfezionismo è un’arma a doppio taglio. Nella giusta dose, un po’ di perfezionismo è utile nella vita perché ci spinge a migliorarci continuamente e ad affrontare le difficoltà con fiducia nelle nostre capacità. Quando il perfezionismo diventa rigido e pervasivo, al contrario diventa un ostacolo alla nostra realizzazione personale. Un mito rappresenta molto bene il perfezionismo patologico: Le fatiche di Sisifo. Sisifo fu condannato da Ade a trascinare un masso enorme lungo un ripido pendio per farlo rotolare dall'altra parte della collina. Ma, una volta giunto in cima, il masso, spinto da una forza divina, rotolava nuovamente a valle costringendo Sisifo a ricominciare da capo il duro lavoro. La ricerca della perfezione è una grande fatica che alla fine non porta ad alcun risultato ad eccezione della frustrazione e della continua auto-critica...

MUNCH E L’ARTE DI CURARE LE FERITE

Edvard Munch è famoso in tutto il mondo per un quadro che tutti conoscono: L'urlo. Non è un caso che sia anche uno dei dipinto più quotati al mondo (venduto nel 2012 per 119,9 milioni di dollari). Ma come mai questo quadro riscuote tale successo sia tra gli appassionati d'arte che tra le persone comuni? Forse la risposta va cercata al di là di ciò che i nostri occhi vedono. L'urlo fa vibrare delle corde profondissime del nostro essere a cui, nella vita quotidiana, diamo poco ascolto. È l'emblema della disperazione e del male di vivere, ma oltre a questo il suo vero valore è farci sentire tutti un po' più umani in una sorta di comunanza di destino. Munch descrive così la genesi della sua opera << Una sera passeggiavo per un sentiero, da una parte stava la città e sotto di me il fiordo. Il sole stava tramontando, le nuvole erano tinte di rosso sangue. Ho sentito un urlo attraversare la natura. Ho dipinto questo quadro, ho dipinto le nuvole come sangue vero. I colori stavano urlando>>. L’arte per Munch è un viaggio tra ciò che l’occhio vede e ciò che la mente sente. Per godere appieno di quest'opera è però fondamentale conoscere anche la storia del suo creatore. La vita di Edvard Munch è una storia di grande tristezza e molti traumi, ma è anche una storia di importanti risorse personali che lo hanno portato a dare un senso alla sua vita. Egli narra, attraverso i suoi quadri, la sua tristezza e le vicende che l’hanno creata in uno sforzo continuo di rileggere e dare nuovi significati a ciò che ha vissuto...

Di |2019-04-21T19:36:44+02:00Ottobre 20th, 2017|Psicologia e Arte|Commenti disabilitati su MUNCH E L’ARTE DI CURARE LE FERITE

ELABORARE IL LUTTO

Il modo in cui le persone affrontano i lutti è molto vario e personale. L’argomento non è di facile trattazione, ma dal momento che tutti noi, prima o poi, siamo messi di fronte alla morte di una persona cara ritengo sia di grande interesse. L’attenzione a questo tema, per quanto mi riguarda, è nata durante la mia esperienza come psicologo nel reparto di Oncologia. Grazie al lavoro con i familiari delle persone colpite dalla malattia e, successivamente, dal lutto, mi sono potuto confrontare con il dolore della perdita. Il dolore spaventa, ma dal momento che non è possibile frenarlo, diventa fondamentale confrontarsi con esso per poter ricominciare nel nostro percorso di vita.

Di |2019-04-21T19:41:29+02:00Settembre 15th, 2017|Disturbi Psicologici|0 Commenti

MAGRITTE: COME VIVERE LA VITA CON IRONIA

Magritte è l’uomo con la bombetta, è l’artista che nascondeva i volti sotto una mela, una pipa o un lenzuolo, è il pittore che più di tutti ha fatto uso del senso comune per stravolgere la percezione del mondo. Come ci potremmo immaginare la vita di un artista? Probabilmente la prima immagine che ci verrebbe in mente sarebbe quella del disordine, del caos e dell’irrequietezza. Effettivamente è così per tanti artisti, ma non per Magritte, il quale stupisce nell’apparente ordine della sua vita. Magritte è un uomo abitudinario che ama la propria routine. È un uomo che preferisce circondarsi solo delle persone per lui essenziali, come la moglie Georgette, compagna di tutta la sua vita. E’ una persona a cui non piace viaggiare, soprattutto con l’aereo. E’ un uomo che ama non essere notato per la sua apparenza, scegliendo un abbigliamento sobrio ed elegante: camicia, giacca e bombetta in perfetto stile borghese. Possiamo quindi dire che la vita di Magritte è ciò di più lontano si possa immaginare dalla vita bohemien degli artisti del suo tempo. Ma allora dove si nasconde la straordinarietà della sua storia? Per guardare oltre la superficie, è importante partire da un episodio della sua storia personale...

Di |2019-04-21T19:48:13+02:00Agosto 11th, 2017|Psicologia e Arte|0 Commenti

DISTURBI PSICOSOMATICI: QUANDO IL CORPO E’ UNA FINESTRA SULLA MENTE

Si parla di Psicosomatica quando si presentano disturbi fisici che non hanno una chiara spiegazione organica. L’origine di questi disturbi risiede nella mente e sono espressione di un disagio psicologico, alle volte, poco consapevole. Il corpo è una finestra aperta sulla mente. Quindi il corpo comunica ed il sintomo ha una funzione: esprime in modo evidente ciò che ancora non può essere pensato. Il meccanismo è di più facile comprensione se pensiamo ai bambini: essi esprimono attraverso il corpo ogni loro disagio, in quanto non hanno ancora sviluppato la capacità di riconoscere e verbalizzare l’origine del proprio malessere. Questo accade però anche da adulti, in particolari situazioni...

Di |2019-05-16T13:57:11+02:00Luglio 13th, 2017|Disturbi Psicologici|0 Commenti

PERCHE’ SCEGLIERE E’ COSI’ DIFFICILE?

Tutti i giorni prendiamo delle decisioni. Scegliere fa parte di ogni singolo giorno della nostra vita. Capita però che delle scelte siano particolarmente difficili e si rimanga imbrigliati in un vicolo cieco, un vero e proprio blocco della nostra capacità decisionale. Tutti noi, prima o poi, ci confrontiamo con questa difficoltà. Le decisioni che possono cambiare il futuro sono sicuramente le più difficili da prendere: ad esempio cambiare lavoro, spostarsi in un’altra città, chiudere una relazione importante. Ma in periodi delicati della nostra vita anche decisioni meno vincolanti possono diventare fonte di ansia. Quando qualcosa intralcia la nostra capacità di scelta si possono commettere tre tipi di errori:

L’ARTE DI RINNOVARSI SECONDO PABLO PICASSO

Quando Pablo Ruiz Picasso viene al mondo, il 25 ottobre 1881, tutti pensano che sia morto. Per questo motivo, viene lasciato dalla levatrice su di un tavolo accanto alla madre, affranta dal dolore. Sarà lo zio, don Salvador, il fratello del padre, a cercare di rianimarlo ed infine, fortunatamente, a salvarlo riportandolo alla vita. Nasce morto uno dei più grandi artisti del Novecento. Questo forse ci spiega la straordinaria vitalità di un artista che non si è mai riposato in tutti i 91 anni della sua vita. La storia della vita di Pablo Picasso è la storia di un talento che non si è mai accontentato, che non ha mai smesso di imparare, che non si è mai stufato di crescere e cambiare. Aristotele diceva “La vita è nel movimento”. Picasso sembra aver fatto di questa massima, il motto della sua esistenza...

Di |2019-04-21T19:56:59+02:00Maggio 26th, 2017|Psicologia e Arte|0 Commenti
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