Psicologia e Arte

Home » Psicologia e Arte

Psicologia e Arte: Che cosa ci regalano le icone dell’arte oltre ai loro dipinti?

Partendo dal presupposto che ogni vita è unica e speciale, andiamo a curiosare le storie di alcuni tra i personaggi dell’arte che hanno lasciato un segno.
Leggiamo le storie di vita di questi artisti per scovare da cosa possiamo trarre insegnamento e farci ispirare.

Facciamoci trasportare dalla curiosità e dall’intuito, qualità essenziali di ogni forma d’arte, per trovare il nostro modo unico e personale di vivere.

FRIDA KAHLO E L’ARTE DI TRASFORMARE IL DOLORE IN COLORE

Frida Kahlo scrive VIVA LA VIDA otto giorni prima di morire, nel 1954, mentre sta terminando il suo ultimo quadro. Ha 47 anni ed è gravemente malata. Dipinge questo suo ultimo saluto su un anguria rosso sangue. Lascia così la vita una persona che non ha mai perso la speranza, nonostante la straordinarietà delle sue sofferenze. Viva la vida è la gioia di vivere, è la riconoscenza per ciò che si è realizzato, è la forza interiore di una donna che non si è mai arresa. Viva la vida è però anche un grido di dolore, la consapevolezza di ciò che si sta lasciando. La storia della vita di Frida Kahlo è costellata di sofferenze, ma soprattutto è la storia di una persona capace di trasformare il dolore in arte, le difficoltà in gioia di vivere...

Di |2019-04-21T19:31:03+02:00Dicembre 15th, 2017|Psicologia e Arte|0 Commenti

MUNCH E L’ARTE DI CURARE LE FERITE

Edvard Munch è famoso in tutto il mondo per un quadro che tutti conoscono: L'urlo. Non è un caso che sia anche uno dei dipinto più quotati al mondo (venduto nel 2012 per 119,9 milioni di dollari). Ma come mai questo quadro riscuote tale successo sia tra gli appassionati d'arte che tra le persone comuni? Forse la risposta va cercata al di là di ciò che i nostri occhi vedono. L'urlo fa vibrare delle corde profondissime del nostro essere a cui, nella vita quotidiana, diamo poco ascolto. È l'emblema della disperazione e del male di vivere, ma oltre a questo il suo vero valore è farci sentire tutti un po' più umani in una sorta di comunanza di destino. Munch descrive così la genesi della sua opera >. L’arte per Munch è un viaggio tra ciò che l’occhio vede e ciò che la mente sente. Per godere appieno di quest'opera è però fondamentale conoscere anche la storia del suo creatore. La vita di Edvard Munch è una storia di grande tristezza e molti traumi, ma è anche una storia di importanti risorse personali che lo hanno portato a dare un senso alla sua vita. Egli narra, attraverso i suoi quadri, la sua tristezza e le vicende che l’hanno creata in uno sforzo continuo di rileggere e dare nuovi significati a ciò che ha vissuto...

Di |2019-04-21T19:36:44+02:00Ottobre 20th, 2017|Psicologia e Arte|Commenti disabilitati su MUNCH E L’ARTE DI CURARE LE FERITE

MAGRITTE: COME VIVERE LA VITA CON IRONIA

Magritte è l’uomo con la bombetta, è l’artista che nascondeva i volti sotto una mela, una pipa o un lenzuolo, è il pittore che più di tutti ha fatto uso del senso comune per stravolgere la percezione del mondo. Come ci potremmo immaginare la vita di un artista? Probabilmente la prima immagine che ci verrebbe in mente sarebbe quella del disordine, del caos e dell’irrequietezza. Effettivamente è così per tanti artisti, ma non per Magritte, il quale stupisce nell’apparente ordine della sua vita. Magritte è un uomo abitudinario che ama la propria routine. È un uomo che preferisce circondarsi solo delle persone per lui essenziali, come la moglie Georgette, compagna di tutta la sua vita. E’ una persona a cui non piace viaggiare, soprattutto con l’aereo. E’ un uomo che ama non essere notato per la sua apparenza, scegliendo un abbigliamento sobrio ed elegante: camicia, giacca e bombetta in perfetto stile borghese. Possiamo quindi dire che la vita di Magritte è ciò di più lontano si possa immaginare dalla vita bohemien degli artisti del suo tempo. Ma allora dove si nasconde la straordinarietà della sua storia? Per guardare oltre la superficie, è importante partire da un episodio della sua storia personale...

Di |2019-04-21T19:48:13+02:00Agosto 11th, 2017|Psicologia e Arte|0 Commenti

L’ARTE DI RINNOVARSI SECONDO PABLO PICASSO

Quando Pablo Ruiz Picasso viene al mondo, il 25 ottobre 1881, tutti pensano che sia morto. Per questo motivo, viene lasciato dalla levatrice su di un tavolo accanto alla madre, affranta dal dolore. Sarà lo zio, don Salvador, il fratello del padre, a cercare di rianimarlo ed infine, fortunatamente, a salvarlo riportandolo alla vita. Nasce morto uno dei più grandi artisti del Novecento. Questo forse ci spiega la straordinaria vitalità di un artista che non si è mai riposato in tutti i 91 anni della sua vita. La storia della vita di Pablo Picasso è la storia di un talento che non si è mai accontentato, che non ha mai smesso di imparare, che non si è mai stufato di crescere e cambiare. Aristotele diceva “La vita è nel movimento”. Picasso sembra aver fatto di questa massima, il motto della sua esistenza...

Di |2019-04-21T19:56:59+02:00Maggio 26th, 2017|Psicologia e Arte|0 Commenti

MODIGLIANI E L’ARTE DI PERDERSI: IL CAMMINO DIFFICILE VERSO LA PROPRIA IDENTITA’

Se si potesse viaggiare nel tempo ed essere trasportati nella Parigi dei primi anni del ‘900, come ha immaginato Woody Allen nel suo film Midnight in Paris, potremmo assaporare in prima persona la vita bohemien che ha reso celebre questo periodo. E’ molto probabile che, passeggiando per le vie di Montmarte ed entrando in uno dei tanti locali frequentati da artisti, avremmo la fortuna di imbatterci in Modigliani che ci offre un suo disegno per pochi franchi, nel disperato tentativo di barattare la sua arte con due bicchieri di vino. Questi sono i famosi disegni da bere, come amava chiamarli lo stesso Modigliani. Modigliani incarna alla perfezione il mito dell’artista maledetto: imprevedibile, geniale, ribelle e, soprattutto, morto giovane a causa dei suoi eccessi e della sua sfortuna. Amici e conoscenti lo chiamavano Modì, che in francese ha la stessa pronuncia di Maudit, cioè maledetto. Un destino scritto nel nome si potrebbe pensare. Questa però è solo una visione parziale, infatti Modigliani è molto di più. Al di là dei suoi eccessi, chi era veramente Modigliani? E, soprattutto cosa ci può insegnare la sua vita?

Di |2019-04-22T11:37:07+02:00Marzo 22nd, 2017|Psicologia e Arte|0 Commenti

CHAGALL E L’ARTE DI RESTARE IN EQUILIBRIO

Uno dei soggetti preferiti e ricorrenti dell’immaginario di Chagall è il violinista. Un violinista che, solitario e un po’ malinconico, suona il suo strumento sopra i tetti delle città. Il violino, per il pittore, non è solo uno strumento musicale, ma rappresenta qualcosa di più, qualcosa che si lega profondamente alla sua esistenza. Innanzitutto, si lega alla sua cultura d’appartenenza: per la tradizione ebraica, il violinista ha un ruolo importante in occasione di nascite, matrimoni e funerali. Questa immagine rappresenta bene la condizione degli ebrei di tutto il mondo: una vita instabile e precaria come quella del musicista che, suonando, cerca di restare in equilibrio in cima al tetto di una casa. Quest’immagine esprime bene però anche la storia individuale di Chagall: una vita da esule e apolide attraverso gli sconvolgimenti del Novecento, in perenne movimento per l'Europa, senza riuscire a trovare un luogo in cui fermarsi per lungo tempo. La storia di Chagall inizia a Vitebsk, un piccolo centro nell’attuale Bielorussia, nel 1887. Nasce in una famiglia ebrea di umile condizione economica e molto numerosa, è il maggiore di nove fratelli. Il destino del giovane Marc, secondo i piani dei genitori, era quello di lavorare nel negozio di aringhe seguendo le orme paterne. Ma la sua vocazione era un’altra, fin da bambino si appassiona all’arte, alla poesia e alla musica...

Di |2019-04-22T11:43:01+02:00Dicembre 20th, 2016|Psicologia e Arte|Commenti disabilitati su CHAGALL E L’ARTE DI RESTARE IN EQUILIBRIO