Questa è una delle domande più frequenti e legittime che vengono fatte all’inizio di un percorso terapeutico. Ma per poter rispondere è necessario fare una premessa importante. Il concetto di guarigione è mutuato dalla medicina e fa riferimento al considerare la salute come “assenza di malattia”. Questo approccio è facilmente applicabile alla scienza medica in cui una malattia può essere presente o assente. Il discorso per quanto riguarda una problematica psicologica è più complesso e sfaccettato in quanto il sintomo si inscrive in un quadro più ampio: la personalità dell’individuo. Quindi è sicuramente possibile parlare di guarigione o miglioramento in psicologia, ma da un’ottica diversa: non come una mera eliminazione del sintomo che rischierebbe di manifestarsi in altra forma in futuro, ma come un processo di trasformazione più profondo che ha come fine ultimo l’eliminazione degli ostacoli interni che hanno frenato, inibito o sabotato la realizzazione personale.

Per fare ciò, i fattori che permettono una “guarigione” in psicoterapia sono tanti e probabilmente unici in ogni percorso, ma dalla mia esperienza i più importanti sono: la motivazione al cambiamento, la qualità e la fiducia della relazione che si instaura tra terapeuta e paziente, la capacità di riflettere su ciò che accede o su ciò che è accaduto nel passato, la possibilità di mettersi in gioco sperimentando nuove consapevolezze o nuove opzioni prima non disponibili.