Il ruolo dell’attaccamento nella crescita

Da sempre si pensa che la madre sia la persona che più ricopre un ruolo centrale nella crescita del figlio, una ricerca recente ha però rivalutato la figura del padre che spesso viene invece messa in secondo piano.

Cominciamo a definire però uno degli elementi più importanti, l’attaccamento. Questo termine identifica i comportamenti dei bambini verso le principali figure di accudimento. Questa teoria riconosce l’innata capacità umana di ricercare e mantenere uno scambio sia fisico che psicologico con la figura di riferimento. Quando si verificano degli eventi allarmanti l’attaccamento attiva dei comportamenti atti ad attirare l’attenzione del proprio caregiver, si richiama quindi l’attenzione con le parole oppure con il pianto. Il pericolo cessa quando la figura di riferimento si avvicina ed entra in contatto fisico con il bambino, solo così quest’ultimo passa da emozioni di ansia, paura e tristezza a uno stato di felicità e di tranquillità

La teoria dell’attaccamento è però da sempre oggetto di diverse critiche e discussioni. Questo perché dal tipo di attaccamento costruito nei primi anni è possibile sviluppare diversi tratti personologici con altrettanti disagi psicologici. L’origine di questi disagi si ritrova proprio durante l’infanzia quando il bambino si sente abbandonato dalla sua figura di riferimento,

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La reazioni dei bambini al rifiuto dei genitori

Una ricerca effettuata su un gran numero di persone, riguardante il potere del rifiuto e dell’accettazione nello sviluppo della personalità, ha evidenziato come l’amore del padre contribuisca fortemente allo sviluppo del bambino, al pari della madre

Ronald Rohner, professore all’Università del Connecticut, dopo una profonda analisi delle ricerche internazionali dell’ultimo secolo afferma che l’abbandono dei genitori gioca un ruolo chiave nello sviluppo della personalità. Oltretutto, bambini e adulti senza differenza di genere e cultura, rispondono a un rifiuto da parte di caregiver e figure di attaccamento nello stesso modo.  

Una volta analizzati 36 studi, con oltre 10 mila soggetti presi in considerazione, Ronald e Abdul Khaleque hanno scoperto che tutti i bambini dopo un rifiuto non solo si sentono insicuri ed estremamente ansiosi, ma risultano anche più aggressivi ed ostili verso il prossimo. Il dolore provato durante il rifiuto rende anche molto più difficile l’instaurarsi di relazioni stabili e fiduciose con il proprio partner una volta adulti.

Le ricerche degli ultimi anni, sia in psicologia che in neuroscienze, hanno rivelato quali parti del cervello si attivano quando una persona si sente abbandonata. I risultati parlano chiaro: essere abbandonati attiva il cervello esattamente come in caso di dolore fisico! Rohner commenta il risultato dicendo che a differenza del dolore fisico l’abbandono può essere rivissuto per anni più e più volte.

 

Il padre o la madre, chi ricopre il ruolo principale?

L’amore di quale genitore ha un ruolo più rilevante nella crescita dei figli? La risposta a questa domanda non è scontata e probabilmente non ci può essere una regole sempre applicabile. Detto questo, oltre 500 studi rivelano che i bambini sperimentano l’influenza dell’abbandono da parte del padre come estremamente traumatica. Ma come si spiega questo fenomeno? Un team di psicologi provenienti da tutto il mondo ha sviluppato una spiegazione al fenomeno: sia i giovani adulti che i bambini prestano maggiore attenzione al genitore che percepiscono come più potente. Ancora oggi questo ruolo è spesso ricoperto dal padre per lo meno nell’immaginario collettivo. Questo significa che se un bambino percepisce il padre come genitore di maggiore prestigio allora sarà proprio il padre a influenzare di più la sua vita, soprattutto se è assente o fonte di rifiuti relazionali. 

Genitori

Conclusioni

Qual è il messaggio di questa ricerca? Gli studi dimostrano come l’amore del padre sia fondamentale per la crescita e lo sviluppo del figlio. Deve essere proprio l’importanza di questo amore a motivare gli uomini a essere molto più partecipi nella via dei propri figli. Oltretutto riconoscere questa forte influenza dovrebbe mettere fine all’idea “colpa della madre”, spesso associata al cattivo sviluppo psicologico dei figli. Questa enfasi smisurata ha condotto a pensare che solo la madre possa essere la causa di un comportamento malsano del figlio. Al contrario, molto spesso sono proprio i padri a rivestire il ruolo centrale nella crescita e nello sviluppo dei figli

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