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CHE COS’È L’INVIDIA

L’invidia è un’emozione complessa ed è caratterizzata da sentimenti di mancanza, senso di inferiorità e rivalità. L’impulso originario è il desiderio di possedere un bene, una qualità oppure una condizione che il soggetto confronta con chi la possiede. L’invidia è quindi un sentimento di ostilità verso chi ha un qualcosa che il soggetto crede di non avere. Tuttavia non bisogna confonderla con il semplice desiderare, infatti “l’invidiare” è legato al sentimento di rivalità verso il prossimo. Il fatto che qualcun’altro possieda un qualcosa oppure abbia una qualità in più genera un senso di mancanza, inferiorità e inadeguatezza. Detto ciò si capisce che alla base dell’invidia ci sia una mancanza, o per meglio dire la percezione di una mancanza. Queste carenze personali percepite sono in grado di sminuire la propria persona, aumentando così il senso di inferiorità.

 

L’INVIDIA È NEGATIVA OPPURE POSITIVA?

Invidia positiva o no?

Tra gli studiosi vi è un comune accordo sulla dinamica di rivalità e di mancanza nell’invidia, tuttavia si hanno diversi dubbi sulla sua funzione. È da considerare totalmente negativa, (ostilità e aggressività), oppure ha qualche effetto benefico che può sfociare in comportamenti utili per gli obiettivi dell’individuo? Secondo Castelfranchi Miceli e Parisi l’ostilità è il fulcro dell’invidia. Chi non raggiunge il suo scopo prova sofferenza nel vedere il prossimo raggiungerlo, con conseguente ostilità verso queste persone. Ulteriore ostilità proviene dal fatto che l’invidiato vede come raggiungibili i propri obiettivi, e questa consapevolezza porta nell’invidioso un’autosvalutazione di sé uscendo così perdente nel confronto sociale.

 

L’invidia è associata a emozioni come rabbia, disprezzo, vergogna e svalutazione di sé, può infatti indurre comportamenti aggressivi mirati a danneggiare la persona invidiata. Al contrario può presentarsi un atteggiamento “rinunciatario”, si rinuncia alla lotta facendo prevalere sfiducia in sé stesso e autocommiserazione

 

In linea generale è un’emozione che non si ammette volentieri e facilmente, risulta infatti l’emozione coscientemente più rifiutata. Ci si rifiuta di parlarne e si attribuisce ad altri questo turbamento. Tuttavia alcuni pensano che sarebbe anche positiva, porterebbe infatti la persona a migliorarsi in seguito al senso di inferiorità nel confronto con il prossimo. In questo caso si genera un sentimento di ammirazione, che può portare la persona a cercare di ottenere gli stessi obiettivi dell’invidiato.

 

CONFRONTO CON LA GELOSIA

Invidia e gelosia

La gelosia è molto frequente ed è la reazione alla percezione che una relazione oppure un oggetto sia minacciato da altri. Questa non è relativa solo alle relazioni ma anche nei confronti di beni, oggetti o posizioni e si ha paura di perderne il possesso oppure l’esclusività. La gelosia porta uno spiacevole stato di allerta e di minaccia portando anche a una serie di comportamenti disfunzionali nei casi più gravi. Ad esempio: controllo del comportamento dell’altro, aggressività persecutoria verso il partner, scarsa autostima. Invidia e gelosia sono definite complesse, di derivazione sociale e molto spesso sono sovrapposte. Per entrambe è centrale un confronto sfavorevole con il prossimo con esiti negativi sull’autostima, con conseguente danno psicologico. Entrambe sono emozioni spiacevoli che implicano diminuzione dell’autostima generando processi cognitivi come attenzione selettiva, ruminazione e rimuginio

 

Ma quali sono nel dettaglio le principali differenze tra gelosia ed invidia?

  • La gelosia è frequente quando una nostra qualità viene minacciata, l’invidia si presenta quando l’individuo si confronta con chi possiede qualità maggiori, condizioni rilevanti oppure un bene
  • La gelosia nasce nei rapporti affettivi quando si ha il timore di perdere l’esclusività o la totalità di un rapporto personale. L’invidia invece riguarda il rapporto con i beni o con particolari condizioni (potere, status, successo ecc…)
  • L’invidia nasce da una percezione di inferiorità e mancanza nei confronti di qualcuno, ed è spesso accompagnata da desiderio di danneggiarlo oppure senso di ammirazione. La gelosia è invece accompagnata da sospettosità, paura, ansia, autosvalutazione, rabbia, ipersensibilità ma anche desiderio ed amore verso la persona di cui si è gelosi.

 

INVIDIA PATOLOGICA

Frustrazione da invidia

Come spiegato precedentemente l’invidia è un’emozione di cui si parla poco e di cui si è poco consapevoli. Nel momento in cui è negata nel soggetto possono presentarsi emozioni disfunzionali secondarie come ansia, frustrazione e colpa aumentando così il livello di sofferenza e disagio psicologico. L’invidia può diventare patologica quando i processi cognitivi disfunzionali diventano rigidi e perseveranti. Questo confronto genera pensieri di autosvalutazione e inferiorità spingendo l’individuo a essere ostile e aggressivo. In altri casi può presentarsi passività ed evitamento, portando a stati di impotenza e autocommiserazione

 

L’invidia patologica contiene alti livelli di rancore e ostilità portando a odiare la persona invidiata, provando vergogna di sé e senso di inadeguatezza. Spesso nei soggetti con invidia patologica sono presenti eventi traumatici infantili come umiliazione, criticismo, denigrazione e sabotaggio del valore personale. A livello cognitivo e comportamentale possono verificarsi modalità di relazione evitanti, schive e defilate con chiara diffidenza verso il prossimo. In alcuni casi l’invidiato può rinforzare inconsapevolmente il sistema denigrando e svalutando l’invidioso facendo così perpetuare il ciclo. Spesso sono accompagnate patologie riguardo disturbi depressivi con centrale autocommiserazione e autosvalutazione, oppure disturbi della personalità come il narcisismo