MAGRITTE: COME VIVERE LA VITA CON IRONIA

MAGRITTE: COME VIVERE LA VITA CON IRONIA

MAGRITTE: COME VIVERE LA VITA CON IRONIA

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Magritte è l’uomo con la bombetta, è l’artista che nascondeva i volti sotto una mela, una pipa o un lenzuolo, è il pittore che più di tutti ha fatto uso del senso comune per stravolgere la percezione del mondo.

Come ci potremmo immaginare la vita di un artista? Probabilmente la prima immagine che ci verrebbe in mente sarebbe quella del disordine, del caos e dell’irrequietezza. Effettivamente è così per tanti artisti, ma non per Magritte, il quale stupisce nell’apparente ordine della sua vita. Magritte è un uomo abitudinario che ama la propria routine. È un uomo che preferisce circondarsi solo delle persone per lui essenziali, come la moglie Georgette, compagna di tutta la sua vita. E’ una persona a cui non piace viaggiare, soprattutto con l’aereo. E’ un uomo che non ama essere notato per la sua apparenza, scegliendo un abbigliamento sobrio ed elegante: camicia, giacca e bombetta in perfetto stile borghese. Possiamo quindi dire che la vita di Magritte è ciò di più lontano si possa immaginare dalla vita bohemien degli artisti del suo tempo.

Psicologia e arteMa allora dove si nasconde la straordinarietà della sua storia? Per guardare oltre la superficie, è importante partire da un episodio della sua storia personale. Magritte frequenta corsi di disegno da quando ha 12 anni, è un pessimo studente eccetto che nell’arte. Nel 1916, si iscrive all’accademia di belle arti di Bruxelles, ma diventa presto inquieto e disilluso, non sentiva di avere niente in comune con gli altri artisti, suoi compagni di scuola. Se ne discosta, assume un atteggiamento profondamente ribelle. La sensazione di essere diverso e, forse, difficilmente adattabile alla vita dei coetanei lo portano alla ricerca di una realtà personale. In questo periodo sceglie l’aspetto che lo contraddistinguerà in tutta la sua vita: l’abbigliamento, bombetta e giacca proprio come una divisa, per discostarsi dagli altri artisti vestiti in modo esuberante e appariscente. Forse in questo disagio è ancora ben presente il dramma e il dolore per la perdita della madre avvenuto quattro anni prima. Magritte infatti perde la madre all’età di 14 anni: morta suicida buttandosi nel fiume sotto la loro casa. Da questo episodio si comprende come, oltre il suo apparente conformismo, si nasconda una personalità fortemente provocatoria e sovversiva. Forse per questo viene spesso definito il sabotatore tranquillo.

L’anticonformismo di Magritte si può esprimere a pieno solamente nell’arte e nella vita attraverso l’umorismo, la sua più grande arma. Il fine, probabilmente anche al di là delle intenzioni consapevoli dell’artista, è di stupire, provocare, interrogare, sorprendere, immaginare e contraddire. In poche parole: creare ironia.

L’umorismo costituisce una forma straordinariamente efficace di libertà. Per avere senso dell’umorismo bisogna essere capaci di muoversi con libertà dentro le circostanze della vita. L’ironia è una forza trasformativa che permette di ribaltare il negativo in positivo, il pesante in leggero, la rabbia in risata. L’ironia è ciò che non ti aspetti e, proprio per questo motivo, stupisce e sorprende.

Psicologo Torino Magritte

In che modo Magritte esprime la sua ironia? Renè Magritte gioca sul senso della cose, o meglio, gioca sul senso comune che abitualmente diamo alle cose. Ad esempio, porta all’eccesso le contraddizioni: una pipa che non è una pipa. Il linguaggio, abitualmente impiegato per descrivere la realtà, non può che dare luogo a un’infinita serie di fraintendimenti, Magritte decide di esplicitare questo paradosso. La contraddizione, in realtà, è solo apparente perché la pipa del dipinto non può essere effettivamente fumata, in quanto bidimensionale e non reale.

Magritte pone gli oggetti quotidiani al di fuori del loro contesto abituale. In questo modo, perdono la loro ordinarietà e banalità per acquisire nuovi significati, profondi e sorprendenti. Nuvole fatte di pietra, illusioni spaziali ai limiti dell’assurdo, uomini in bombetta che piovono dal cielo, la compresenza del giorno e della notte. Tutto ciò suscita un profondo senso di sconcerto e di spaesamento nello spettatore che si inizia a chiedere: “qual è la realtà vera?” Questa domanda, fatta con la giusta leggerezza, è ciò a cui può condurre l’ironia: liberarsi dalle convenzioni, liberare la fantasia, scoprire inediti nessi che legano insieme oggetti e avvenimenti apparentemente slegati.

 

Come ci può ispirare la storia di Renè Magritte?

E’ bello pensare che il messaggio nascosto nelle opere di Magritte sia: “Non credete a quello che vedete, guardate al mondo come farebbe un bambino, non date nulla per scontato”. Questo ci porta al nostro tema: l’importanza di avere ironia nella vita. L’opposto dell’ironia non è la serietà, ma il senso comune. Senza ironia non potremmo avere un senso critico, perché l’ironia ci spinge a vedere oltre la concretezza delle situazioni che viviamo di giorno in giorno. Attraverso uno sguardo ironico, possiamo spingerci oltre le difficoltà quotidiane mettendo nella giusta prospettiva i fatti della vita.

Come vede il mondo un bambino? Ancora non ha imparato come si chiamano e a cosa servono tutti gli oggetti degli adulti, ancora non ha capito tutte le regole del vivere sociale, ma proprio per questo guarda con sorpresa continua al mondo dei grandi e riesce anche a coglierne i tanti no-sense. Questa dote, propria dei bambini, si mantiene in tanti adulti grazie all’ironia. Ecco cosa possiamo imparare dalla vita di Magritte: non dimenticare l’ironia quando guardiamo alle nostre vite.

“Io voglio infondere nuova vita al modo in cui guardiamo al mondo ordinario che ci circonda… Ma come si dovrebbe guardare? Come un bambino, come la prima volta in cui si incontra la realtà fuori da se stessi… Io vivo nello stesso stato di innocenza, come un bambino che crede di poter allungare la mano dal suo cappotto e toccare un uccello nel cielo”.

(Renè Magritte)

 

A cura del Dott. Luca Monasterolo

 

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MAGRITTE: COME VIVERE LA VITA CON IRONIA ultima modifica: 2016-03-11T13:05:01+00:00 da Dr. Luca Monasterolo

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