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AVERE ALTA OPINIONE DI SÉ È NARCISISMO PATOLOGICO?

Il termine narcisismo patologico ha origine dalla mitologia, Narciso era un uomo bello e innamorato perdutamente del proprio riflesso in acqua. Così tanto innamorato che, realizzando che non avrebbe potuto portare a compimento questo amore, si lasciò morire. Questo mito è l’emblema di ciò che nella psicologia viene descritto come disturbo narcisistico della personalità. Le persone affette da narcisismo patologico si distinguono per l’alta opinione che hanno di sé sentendosi superiori agli altri, molto spesso attribuendo i propri successi solamente a loro stessi senza considerare persone o cause esterne. Non solo il narcisista è carente di empatia verso il prossimo, ma può essere travolto dalla rabbia reagendo anche in modo aggressivo nel caso sperimenti sentimenti di critica oppure umiliazione. È infatti molto difficile e doloroso accettare che qualcuno possa sminuire la loro persona a tal punto da desiderare di far sentire l’altra persona nello stesso modo

 

L’INFANZIA E IL NARCISISMO

Narcisismo e infanzia

Ma dove ha origine il narcisismo patologico? Ad oggi non è ancora chiaro, ma alcuni fattori scatenanti potrebbero essere i contesti relazionali che il bambino sperimenta, e nello specifico l’educazione e il modello che i genitori adottano. Uno dei pochi studi longitudinali effettuati (dati ottenuti con il passare del tempo) condotto da Coll e Brummelman mette a confronto due modelli diversi: 

  • Teoria dell’apprendimento sociale: il comportamento narcisistico patologico è originato da un’educazione ipervalutativa dei genitori, “mio figlio è speciale, molto più degli altri”. Da qui sviluppa l’idea di essere davvero più speciale rispetto agli altri sentendosi autorizzato a ottenere privilegi.
  • Teoria psicoanalitica: il contrario della precedente, questa sostiene che il disturbo narcisistico della personalità abbia origine da un’educazione con scarsa manifestazione affettiva, apprezzamento, supporto ed emozioni positive. A causa di ciò il bambino si porrebbe su un piedistallo per ottenere l’attenzione e l’approvazione che non ha ottenuto dai genitori.

 

Secondo la ricerca tra queste due la teoria più supportata sarebbe la prima, cioè l’apprendimento sociale. Il bambino impara a vedere sé stesso come pensa di essere visto dagli altri, in particolar modo dalle persone a lui care. Quando i figli sono visti diversi e speciali dai propri genitori potrebbero acquisire l’idea di essere superiori, idea alla base del narcisismo patologico. Sottolineiamo che questa condizione non rappresenta l’unica origine del comportamento narcisista, infatti può dipendere anche da tratti del temperamento

 

NARCISISMO PATOLOGICO: SINDROME DEPRESSIVA?

Sindrome depressiva?

Il narcisismo patologico è una sindrome della personalità molto complessa, può portare grandi difficoltà sia nella vita del paziente ma anche delle persone che lo circondano. Il comportamento arrogante (grandiosità narcisistica) oppure la propensione alla vergogna, l’ipersensibilità interpersonale e il risentimento (vulnerabilità narcisistica) possono oscillare in risposta a fallimenti, mancanza di ammirazione o rifiuti. Ad oggi sono molte le ricerche che indagano sulla relazione tra narcisismo patologico e depressione. Purtroppo non si hanno ancora risposte chiare sulla depressione narcisistica, ma sembra che la difficoltà nell’elaborazione delle emozioni dia un forte contributo. Infatti le persone affette da narcisismo patologico possono incontrare difficoltà nell’elaborazione costruttiva dei sentimenti verso di e nelle relazioni con il prossimo. Questo rende molto più duraturi e fastidiosi i sentimenti negativi, contribuendo così alla sindrome depressiva. 

 

Uno studio effettuato su 99 pazienti nel 2010 ha portato risultati per entrambi i comportamenti narcisistici:

  • Grandiosità narcisistica: includeva disregolazione emotiva e impoverimento emotivo, e dai risultati non risulta direttamente collegata alla depressione
  • Vulnerabilità narcisistica: rispetto alla precedente includeva anche la mancata elaborazione delle emozioni. È stato riscontrato un effetto indiretto sulla sintomatologia depressiva, questa vulnerabilità causa infatti sentimenti negativi e duraturi contribuendo alla gravità dei sintomi depressivi. Prediligono oltretutto la ruminazione e la costante preoccupazione anziché riconoscere il proprio stato d’animo, incrementando così l’attenzione su esperienze negative sviluppando sintomi depressivi. 

 

Per concludere, le capacità di elaborazione emotiva possono essere il bersaglio più importante per intervenire sui pazienti con depressione nel contesto della vulnerabilità narcisista.

 

IL NARCISISTA PATOLOGICO COME VITTIMA: LE RELAZIONI INTERPERSONALI

Come spiegato precedentemente i tratti della personalità narcisistica si presentano fin dalla tenera età ma è nell’età adulta che non passano inosservati. Specialmente nelle relazioni interpersonali e agli occhi del partner nelle relazioni di coppia. Ma come vive il mondo interpersonale il narcisista, e come si comporta nei conflitti? Rhodewalt and Morf sostengono che il sé narcisistico è composto da tre fattori: processo di regolazione, valutazione e consapevolezza di sé. Il forte desiderio di mantenere un’immagine di sé positiva e splendida collega i tre fattori, e potrebbe influenzare il modo in cui il narcisista patologico approccia le relazioni e risolve situazioni negative con il prossimo. 

 

Uno studio del 2016 evidenzia come il narcisista si pone nei conflitti interpersonali come vittima di comportamenti altrui sbagliati. Per preservare l’immagine di sé potrebbe raccontare esperienze passate come molto dolorose per sottolineare i suoi traguardi, oppure riferire di non aver ottenuto risultati per colpa di altri. Descriversi come vittima è visto come un ottimo motivo per giustificare privilegi e manipolare gli altri per i propri scopi. Per di più nella sfera sentimentale potrebbe arrivare a distorcere i propri ricordi su precedenti relazioni con il partner dopo una delusione amorosa. Ma cosa li spinge ad assumere questo comportamento? Per mantenere alta l’immagine di sé il narcisista presta molta attenzione alle situazioni interpersonali che possono danneggiarlo, divenendo sospettoso e ostile. Complimenti o ringraziamenti mancati possono essere visti come indecorosi, il suo “sentirsi in diritto” lo spinge ad aspettarsi così tanta ammirazione e rispetto, da farlo sentire continuamente offeso e deluso.

 

L’IMMAGINE DI SÉ DEL NARCISITA PATOLOGICO

Relazioni del narcisista

Alexander Lowen negli anni ‘80 ha dato una lettura molto originale del narcisista patologico, secondo cui negherebbe i sentimenti e non sarebbe in grado di distinguere tra l’immagine che ha di sé e quella realistica. Questo vuol dire che il paziente è completamente assorbito dall’immagine idealizzata di sé, in quanto quella reale risulta inaccettabile. Ma alla scomparsa della vera immagine di sé consegue la perdita della capacità di provare ed esprimere sentimenti. Il narcisista investe l’esistenza solo sulla parte esteriore di sé negando il proprio essere, cioè l’emotività. Ma non saper esprimere i propri sentimenti causa anche una mancanza di empatia. I suoi comportamenti mirati solo all’esaltazione di sé possono ferire il prossimo, ad esempio attribuendosi meriti non suoi oppure millantando capacità che non possiede. Far soffrire il prossimo è un effetto collaterale di cui non ha consapevolezza, il narcisista infatti vuole solo attenzione e ammirazione continua

 

L’immagine che ha di sé il narcisista patologico tende in due diverse direzioni:

  • Esterna: l’immagine ha lo scopo di attirare l’attenzione altrui e dimostrare l’assenza di difetti così da attirare lusinghe e complimenti.
  • Interna: questa dimostra insicurezza, sensibilità alle critiche e, contrariamente a quanto si possa pensare, scarsa autostima.

 

Quest’ultima genera stupore, in quanto non ci si aspetterebbe che una persona che ritiene di essere più meritevole nasconda in realtà scarsa autostima. Il narcisista crea un’immagine di sé idealizzata proprio perché non in grado di accettare quella reale. L’autostima entra in gioco perché declinabile come consapevolezza di avere i giusti strumenti per affrontare la vita, di saperli usare e di meritare il raggiungimento degli obiettivi. Una persona che vive per l’approvazione altrui dimostra di non essere consapevole delle proprie capacità, vivendo così’ per celebrare la propria immagine non reale.  

 

In conclusione: il narcisista patologico è una persona che esclude i sentimenti dalla propria vita, tendenzialmente con scarsa consapevolezza di sé e con bassa autostima, in grado di vedere solo un’immagine esteriore di sé.

 

IL NARCISISMO SECONDO L’ANALISI TRANSAZIONALEStato dell'Io

L’Analisi Transazionale ha elaborato un sistema per concettualizzare la personalità basato sugli Stati dell’Io che strutturalmente compongono l’individuo (Stato dell’Io Genitore, Adulto e Bambino).

Secondo questa lettura, il narcisista patologico ha sviluppato in conseguenza ad una serie di esperienze relazionali e familiari una scarsa fiducia in sé stesso. Queste esperienze vissute nell’infanzia sono andate ad immagazzinarsi nello Stato dell’Io Bambino in profondità. 

Per qualche motivo insito nel sistema familiare e nella lettura della realtà nell’infanzia della persona narcisista non era possibile esprimere debolezze o mancanze, era fonte di eccessiva umiliazione sbagliare. Tutto ciò non era considerato accettabile. Queste regole e divieti vanno a comporre quello che è lo Stato dell’Io Genitore

La strategia di sopravvivenza dello Stato dell’Io Adulto è stata di costruirsi una sorta di corazza narcisistica per il bisogno di manifestare un’immagine impeccabile e priva di difetti e mancanze. In questo modo la persona riesce a coprire e mascherare la propria scarsa autostima e le proprie vulnerabilità.

Così facendo però la parte più vitale, emotiva. empatica e creativa della persona che risiede nello Stato dell’Io Bambino viene annullata e coperta, insieme alle parti di sé vulnerabili e fragili.

La terapia della persona narcisista passa attraverso il permesso di esprimere la parte di sé più autentica ed umana liberando così risorse nuove ed inaspettate.

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