MODIGLIANI E L’ARTE DI PERDERSI: IL CAMMINO DIFFICILE VERSO LA PROPRIA IDENTITA’

Se si potesse viaggiare nel tempo ed essere trasportati nella Parigi dei primi anni del ‘900, come ha immaginato Woody Allen nel suo film Midnight in Paris, potremmo assaporare in prima persona la vita bohemien che ha reso celebre questo periodo. E’ molto probabile che, passeggiando per le vie di Montmarte ed entrando in uno dei tanti locali frequentati da artisti, avremmo la fortuna di imbatterci in Modigliani che ci offre un suo disegno per pochi franchi, nel disperato tentativo di barattare la sua arte con due bicchieri di vino. Questi sono i famosi disegni da bere, come amava chiamarli lo stesso Modigliani. Modigliani incarna alla perfezione il mito dell’artista maledetto: imprevedibile, geniale, ribelle e, soprattutto, morto giovane a causa dei suoi eccessi e della sua sfortuna. Amici e conoscenti lo chiamavano Modì, che in francese ha la stessa pronuncia di Maudit, cioè maledetto. Un destino scritto nel nome si potrebbe pensare. Questa però è solo una visione parziale, infatti Modigliani è molto di più. Al di là dei suoi eccessi, chi era veramente Modigliani? E, soprattutto cosa ci può insegnare la sua vita?