Il Percorso dell’Adozione

 

L’adozione è da sempre un tema molto delicato da anni al centro di nuove leggi e studi. Stranamente però non esistono ricerche continuative sulle esperienze e sui vissuti nei confronti della madre biologica del bambino in adozione. Ma andiamo con ordine, cosa significa adozione? L’adozione è quel percorso che inizia nel momento in cui una coppia decide di prendere con sé un bambino abbandonato. Prima però, che questo cammino inizi, è importante considerare il percorso che il bambino ha affrontato in passato e che non può essere assolutamente ignorato. Proprio in questa fase accadono eventi, si realizzano esperienze, si spezzano o creano legami e si stabiliscono relazioni, tutto questo in diversi passaggi: 

  • 1 fase: il bambino è concepito dalla madre biologica
  • 2 fase: il bambino subisce l’abbandono per diverse cause, a volte valide e provvidenziali
  • 3 fase: il bambino dopo diverso tempo viene adottato, da qui inizia il suo percorso insieme alla coppia che ha deciso di prendersene cura.

Da questo si capisce che tutti i figli adottivi provano tre esperienze: conoscere la madre biologica grazie alla simbiosi con lei, il trauma dell’abbandono e il destino dell’adozione da parte di una coppia. Osservando però queste fasi da più vicino si capisce come in realtà siano come delle fasi ricche di emozioni e vissuti contrastanti. Proprio perché così tanto personali sono anche fondamentali per ogni bambino, lo rendono quell’essere umano uguale solo a sé stesso

(Da qui pochi minuti di lettura)

Adozione

L’Esperienza con la Madre Biologica

Tutti i bambini adottati hanno conosciuto la madre biologica”. Potrà sembrare ovvio ma con il tempo questa affermazione ha assunto un significato confermato da studi di Medicina Perinatale, di Neuroscienze e di Psicologia Perinatale e Infantile

Madre BiologicaDurante la gravidanza la donna si apre alla storia del bambino, lo accoglie in sé e ancora prima che si renda conto di essere incinta inizia un colloquio continuo tra lei e il suo bambino. In questo modo il bambino conosce intimamente sua madre, da lei impara a sentire calore, odori e sapori grazie ai suoi canali sensoriali in sviluppo. Imparerà anche a percepire la gioia, la serenità ma anche la malinconia e il dolore. La simbiosi tra madre e figlio è così straordinaria che si possono considerare come un’unica identità. L’espressione “attaccamento intrauterino” non si riferisce solo a quello fisico, ma soprattutto al legame profondo e totale tra due persone: una che accoglie e l’altra che si fa accudire. Sempre grazie alla madre il bambino si connette con il mondo esterno, fa quindi esperienze diverse e comincia a conoscere il padre grazie alla mediazione della madre. 

Tutto ciò detto fino ad ora dà ragione a due considerazioni molto importanti da non dimenticare mai: 

  • Il bambino che è stato adottato conserva la memoria, anche se inconsapevolmente (ma comunque provata scientificamente), della vita trascorsa all’interno dell’utero della madre come un insieme di esperienze sensoriali, affettive ed emotive condivise con la madre. 
  • Come detto in precedenza la madre fa da intermediaria tra il figlio e il padre: se lui accarezza il ventre, se parla con dolcezza ad entrambi e resta loro vicino la sua presenza e la voce saranno riconosciute una volta nato il bambino. Se assente non potrà far parte delle esperienze vissute e delle emozioni già provate al momento della nascita. 

 

Ogni Bambino Adottato ha subito l’Abbandono

AdozioneTutti i bambini in adozione hanno subito il grande trauma dell’abbandono, si interrompe infatti quella che poteva diventare una lunga storia d’amore con la propria madre. Nel 1997 Racalbuto e Giaconia evidenziarono come l’abbandono provochi un trauma non traducibile con delle semplici parole. Nel 2006 Pontalis e Laplanche lo descrivono come un evento molto intenso che provoca effetti patogeni durevoli nell’organizzazione psichica. Dupont nel 1999 afferma invece che tale evento si divide in due tempi ben distinti: il momento dell’avvenimento e l’essere disconosciuto dall’ambiente circostante

Ciò che rende questo avvenimento cruciale è il voler ignorare, più o meno consapevolmente, l’abbandono stesso. Ciò che accade nel momento in cui la coppia decide di adottare il bambino è, spesso, disconoscere la sua origine diversa come se fosse nato nel momento stesso dell’adozione! 

L’espressione “genitore è chi cresce un figlio e non chi lo mette soltanto al mondo” sembra quasi la necessità di cancellare dall’esistenza del bambino la traccia dei genitori biologici. Significa però privarlo della possibilità di costruire o mantenere l’immagine della propria origine, fondamentale per sviluppare la sua identità

 

Conclusioni

Famiglia adottivaCostruire un legame con i genitori e i figli adottivi significa affrontare le ferite lasciate aperte dall’abbandono e dai traumi. Ogni essere umano ha la necessità di conoscere la propria storia, le origini e di vedere una qualche somiglianza con i propri genitori. I figli adottati potrebbero provare l’esperienza di crescere in una famiglia, senza però riconoscersi nel viso della madre o nel carattere del padre. Tuttavia grazie all’aiuto dei genitori adottivi saranno in grado di riconoscersi nelle persone che li hanno amati per scelta, senza però togliere nulla all’appartenenza al proprio passato

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